Costantino Ruggeri il linguaggio delle cose

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Sono passati 16 anni dalla morte di padre Costantino Ruggeri, avvenuta il 25 giugno 2007, all’età di 82 anni. Tuttavia, la sua memoria è impressa in modo indelebile nella comunità di Adro, suo paese d’origine, dove sabato 23 settembre alle 16 nelle meravigliose sale di Palazzo Dandolo, sede del Municipio, sarà inaugurata la mostra dedicata alle opere del religioso e artista.

In mostra ad Adro le opere inedite di padre Costantino Ruggeri

“L’esposizione è stata fortemente voluta quest’anno che Brescia è, insieme a Bergamo, capitale della cultura – ha precisato il sindaco Paolo Rosa, intervenuto nella sala Sant’Agostino di Palazzo Broletto – Le opere sono per la maggior parte inedite, riguardanti il primo periodo della sua vita, in cui da frate si dedicava alla pittura utilizzando materiali di riciclo”. Il primo cittadino ha ringraziato la Fondazione Frate Sole e il Museo Diocesano (che ha prestato un’opera conservata da anni e mai esposta al pubblico), ma anche la Provincia e la Regione per il patrocinio e i tanti sponsor che hanno sostenuto il progetto. “Senza il loro aiuto non saremmo arrivati a questo risultato – ha continuato – Una piccola sezione è dedicata alla collezione privata della famiglia Rubagotti, che sono i partenti più prossimi di padre Costantino ad Adro e che negli anni hanno continuato a tenere viva la sua memoria”. Il sindaco ha dato poi un importante annuncio: la fondazione Frate Sole ha donato al Comune un’opera di padre Costantino (da 4 per 1,5 metri) che sarà collocata tra via Dandolo e la provinciale, davanti al Comune. “Avremmo voluto inaugurarla insieme alla mostra ma non è stato possibile per i tempi tecnici e burocratici”, ha concluso.

“Soldato di due milizie, della fede e dell’arte”

Alla conferenza stampa erano presenti padre Mario Menin, missionario saveriano, Roberta Sisti, consigliere provinciale con delega alla Cultura, l’architetto Andrea Vaccari della fondazione Frate Sole e Giuseppe Marchetti, curatore della mostra e del voluminoso catalogo. “Non posso che fare i complimenti al Comune di Adro: un paese ben curato in cui l’Amministrazione, oltre alle manutenzioni, pensa anche a promuovere il territorio valorizzandone le figure più importanti”, ha sottolineato la Sisti. Parole d’elogio anche dall’architetto Vaccari, che ha portato i saluti del presidente Luigi Leoni, impossibilitato a partecipare per motivi di salute. “Vi ringrazio per l’entusiasmo travolgente – ha detto – Padre Costantino è nato ad Adro dove troviamo sempre un’accoglienza calorosa e un ricordo fantastico. A Pavia, dove ha vissuto per 50 anni, non è così. Ogni volta che veniamo a Brescia troviamo un altro passo. Padre Costantino era un innovatore, un soldato di due milizie: della fede e dell’arte”. Nell’archivio della fondazione sono custodite oltre 5.500 opere dipinte ma quelle esposte fino al 31 dicembre (la mostra sarà visitabile ogni venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 22) sono per lo più inedite.

Tributo a un grande innovatore

Il curatore Giuseppe Marchetti ha spiegato che il catalogo è stato preparato “con gli occhi dell’artista” e rimarrà come “qualcosa di fondamentale” nel percorso di valorizzazione dell’opera di padre Costantino, che ha realizzato diverse chiese nel mondo: in Italia (Varese, Genova, Pavia, Roma e Milano) ma anche in Burundi e in Giappone. “Questa mostra propone anche un nuovo sguardo critico: si è sempre privilegiato il lato della fede, mentre noi lo abbiamo guardato principalmente come artista – ha proseguito Marchetti – A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta padre Costantino usa stracci, pezzi di legno, perfino ragnatele per costruire ciò che ancora non esiste, composizioni uniche, eccezionali. Lui sapeva parlare con le cose, le sue mani entravano in contatto con i materiali”. Da qui, il titolo della mostra: “Il linguaggio delle cose”.

Gli eventi collaterali

All’esposizione si affiancheranno altri due appuntamenti. Sabato 11 novembre dalle 9 alle 12 nella sala consigliare di Palazzo Bargnani Dandolo, alla presenza di relatori qualificati (tra cui il professor Ferdinando Zanzottera, docente di storia dell’architettura al Politecnico di Milano), si terrà un convegno, mentre il 25 ottobre andrà in scena uno spettacolo teatrale dedicato al religioso.

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